STATI GENERALI DELL'AGRICOLTURA E DELLO SVILUPPO RURALE - BASILICATA

STATI GENERALI DELL'AGRICOLTURA
E DELLO SVILUPPO RURALE

6-7 Dicembre, MH MATERA Hotel - Borgo Venusio, Matera

STATI GENERALI DELL'AGRICOLTURA
E DELLO SVILUPPO RURALE

6-7 Dicembre, MATERA

L’agricoltura, nel corso degli ultimi decenni, ha subito profondi mutamenti. Le sue funzioni e le sue attività si sono notevolmente ampliate: da produttore di beni primari alimentari, ha assunto una funzione ambientale, di salvaguardia della biodiversità e di sostenibilità, un ruolo nel presidio del territorio, reso ancora più pregnante in considerazione della diminuzione continua del numero di aziende agricole con ricadute negative sulla gestione del territorio, ed un ruolo sociale, con una spinta alla diversificazione delle attività ed un’attenzione ad una forma nuova di welfare. È cambiato anche il rapporto con i consumatori, sempre più attenti alla qualità e alla salubrità degli alimenti. Quindi, a latere delle problematiche legate alla produzione e alla commercializzazione delle produzioni agricole, tematica sempre attuale e che richiede massimo impegno nella ricerca delle giuste strategie in relazione sia alle dinamiche di mercato che alle quantità realizzate, sono presenti altre sfide da affrontare per dare risposte sia agli agricoltori che alla società civile, sempre più attenta alle problematiche legate alla sostenibilità ambientale.

Gli Stati generali dell’agricoltura si pongono l’obiettivo di realizzare un confronto a più voci sulle prospettive del settore primario in Regione, per tracciare, nella scia della programmazione attuale e delle prospettive della politica agricola comunitaria, le cui bozze dei regolamenti per il post 2020 sono oggetto di approfondimento, una strategia che delinei la cornice nella quale inserire gli interventi futuri. Il nostro territorio, per le sue peculiarità, è molto variegato, presenta problematiche diverse e richiede risposte diverse, in linea con quanto previsto con la PAC che, dal 2007, ha posto la tematica di diversificare gli interventi in base ad una territorializzazione disegnata sulla base delle diverse tipologie di aree rurali.

Sessioni tematiche: consulta il materiale di tuo interesse

Piano Strategico Nazionale e nuova governance

  • Chair Franco Mantino, CREA Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia - Intervento
  • Emilio GattoDirezione Generale dello sviluppo rurale MiPAAFT
  • Franco ContarinAutorità di Gestione PSR Veneto
  • Carmelo FrittittaAutorità di Gestione PSR Sicilia
  • Franco GarofaloAutorità di Gestione PSR Umbria
  • Rocco Vittorio RestainoAutorità di Gestione PSR Basilicata
  • Teresa SchipaniAutorità di Gestione PSR Emilia Romagna

Una delle principali novità del regolamento orizzontale che riformerà la PAC post 2020 consiste nell’introduzione di un Piano Strategico Nazionale che comprenda tutte le misure della PAC, dal 1° al 2° pilastro. Questo Piano, oltre a riunificare in un unico documento tutti gli strumenti della PAC, definisce le modalità di applicazione di tali strumenti in tutte le regioni, accentrando, per così dire, a livello nazionale la programmazione di tutta la PAC, inclusa quella parte che sinora era stata in mano alle regioni: ci si riferisce in particolare agli interventi di sviluppo rurale nei PSR. Rimane ancora da chiarire, soprattutto nei paesi a struttura decentrata (Italia, Spagna, Germania e Belgio) quale ruolo e funzione possano svolgere le regioni. In questo quadro appare necessario approfondire quali implicazioni questa riforma abbia nel nostro paese e nella specifica configurazione istituzionale italiana e, inoltre, quali possibili scenari si aprano di qui ai prossimi mesi, nei quali si comincerà a lavorare per la definizione del Piano Strategico Nazionale.

Pagamenti diretti

  • Chair Angelo Frascarelli, Università degli Studi di Perugia - Intervento
  • Antonia RipepiDirezione generale delle politiche internazionali e dell'UE MiPAAFT
  • Simone SeveriniUniversità della Tuscia - Intervento
  • Fabio PierangeliCREA Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia
  • Maria Rosaria Pupo D'AndreaCREA Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia - Intervento
  • Vincenzo LenucciConfagricoltura, Roma

I pagamenti diretti sono il principale strumento della Pac, con il 52% delle risorse pubbliche in Italia, a cui seguono le misure di mercato 8% e lo sviluppo rurale (40%).
Il tavolo ha l’ambizione di valutare l’efficacia e l’efficienza dei pagamenti diretti per raggiungere i sei obiettivi economici ed ambientali della Pac, lanciati dalla Commissione europea e che sono ampiamente condivisi.
Il new delivery model assegna agli Stati membri una grande responsabilità nel disegnare la nuova architettura dei pagamenti diretti e le relative modalità di attuazione.
Il tavolo mira a presentare scenari e proposte di attuazione dei pagamenti diretti in Italia.

New green e le questioni ambientali
Chair Severino Romano, Università degli Studi di Basilicata

  • Silvia CoderoniUniversità di Teramo
  • Francesco MarangonUniversità degli Studi di Udine
  • Francesco VanniCREA Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia
  • Antonio NicolettiLegambiente, Roma
  • Alessandro CusciannaCopagri, Roma

La proposta di regolamento della PAC ha individuato come uno dei tre obiettivi generali la Tutela dell’ambiente e l’azione per il clima per contribuire al raggiungimento degli obiettivi in materia di ambiente e clima dell’Unione. Tale obiettivo si declina in tre obiettivi specifici: dalla mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici, ad uno sviluppo sostenibile delle risorse naturali, alla tutela della biodiversità. La nuova architettura verde della proposta di regolamento sulla nuova PAC prevede che gli Stati membri istituiscano interventi in favore di clima e ambiente sia nel primo che nel secondo pilastro. Si tratta, in entrambi i casi, di interventi che lo Stato membro dovrà obbligatoriamente prevedere ma ai quali gli agricoltori potranno aderire in via volontaria.
Tra le principali novità è l’istituzione di una condizionalità rafforzata, che ricomprende nell’ambito delle Buone condizioni agronomiche e ambientali (Bcaa) le pratiche obbligatorie del greening, che diventano così baseline per gli altri impegni ambientali e climatici. Nell’ambito dei Criteri di gestione obbligatori (Cgo) sono stati inclusi il rispetto della direttiva sul controllo dell’inquinamento delle acque da fosfati (Direttiva 2000/60/CE), la direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi (Direttiva 2009/128/CE).
Particolare attenzione va posta poi alle nuove regole di monitoraggio e valutazione; la valutazione ex ante, ad es., comprenderà anche la valutazione ambientale strategica e gli indicatori misureranno i risultati raggiunti, nella logica di incoraggiare gli agricoltori a produrre un miglioramento della qualità dell’ambiente in modo misurabile.
Pertanto in questa sessione saranno oggetto di approfondimento alcuni temi come le forme innovative di pagamenti agro-climatico-ambientali, la governance del sistema agricolo e forestale nel quadro della nuova normativa climatica, il ruolo delle aree protette in relazione alle future politiche agricole comunitarie e il punto di vista delle associazioni datoriali su tali questioni.

Sviluppo rurale
Chair Franco Sotte, Università Politecnica delle Marche

  • Sabrina LucatelliDipartimento Politiche di Coesione, Presidenza Consiglio dei Ministri
  • Sabrina SpecialeRegione Marche
  • Serena TarangioliCREA Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia
  • Anna VagnozziCREA Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia
  • Giuseppe CornacchiaConfederazione Italiana Agricoltori, Roma

La politica di sviluppo rurale si caratterizza per il diretto coinvolgimento delle Regioni e per il fatto di essere guidata dal programma di sviluppo rurale attraverso il quale si realizza la multilevel governance tra Unione europea, Stato e Regioni. Nell’ambito della PAC si distingue per l’approccio al tempo stesso più strategico, mirato e a misura rispetto agli specifici obiettivi individuati come territorialmente prioritari per lo sviluppo agricolo e rurale.
Ciò nonostante, nelle proposte della Commissione in merito al budget, la politica di sviluppo rurale viene consistentemente sacrificata (-25%) per salvare il finanziamento riservato ai pagamenti diretti. Una scelta che penalizza l’azione strategica a vantaggio dell’intervento congiunturale.
Nella ridefinizione della politica di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020, la proiezione verso il medio-lungo periodo è stata resa più incisiva attraverso obiettivi e misure per favorire l’azione collettiva (a livello di comparto, di filiera e d’area), l’innovazione e la competitività. È questa una strategia che, nel quadro della nuova governance affidata al rapporto Stato-Regioni, andrebbe confermata e resa ancora più incisiva nella programmazione 2021-2027.
A fronte di ciò la politica di sviluppo rurale soffre di seri limiti connessi all’inerzia amministrativa che la caratterizza. Il consistente allungamento dei tempi di implementazione si concentra soprattutto sulle misure più strategiche, determinando la perdita complessiva di efficacia dell’intervento.

Giovani agricoltori in rete
Chair Stefano Barbieri, Veneto Agricoltura

  • Valerio CarconiYoufarmer.bio
  • Claudio FedericiAgriacademy ISMEA
  • Alex GiordanoUni Napoli e RuralHack.org
  • Rudy MarranchelliAGIA CIA - Roma
  • Giuseppe SavinoVazapp Agricoltori creativi sociali
  • Giuseppe VignolaAzienda agricola biologica

Lo sviluppo dell’agricoltura, in Europa, come in Italia, procede con le braccia e l’intelligenza delle giovani e dei giovani imprenditori agricoli under35. Le più recenti rilevazioni, senza dipingere uno scenario fintamente ottimistico, confermano il trend in crescita non solo numerico ma anche di sostenibilità e qualità delle loro proposte imprenditoriali.
Spesso le proposte imprenditoriali dei giovani in agricoltura si intrecciano con tre fattori tipici di questa fascia generazionale: una più alta scolarizzazione, l’apertura culturale e la capacità di dominare i linguaggi e le tecnologie digitali.
La sessione “Giovani agricoltori in rete” intende stimolare, grazie anche al contributo di alcuni testimonial provenienti dal mondo della ricerca, delle istituzioni e dell’impresa (tra cui giovani imprenditori agricoli), una riflessione sulle opportunità che il digitale e il web, inteso nelle sue più diverse accezioni, può offrire alla giovane impresa agricola. Non solo nuove tecnologie (dall’agricoltura di precisione all’Internet of thing), ma anche nuovi linguaggi e relazioni nei social.
Nella consapevolezza che non si tratta solo di acquisire competenze, ricercare ed investire in tecnologie, adottare nuovi modelli di gestione, ma soprattutto sviluppare una cultura di impresa che lavori sulla relazione di rete lungo e tra le filiere produttive, tra settori produttivi diversi, tra pubblico e privato.
In questo senso i principi della condivisione e della contaminazione dei linguaggi tipici del mondo digitale sono l’humus su cui sviluppare la giovane impresa agricola.